Zingari

Zingari (Baldazzi-Rufo)

 

Polvere negli occhi e nei capelli

e libertà in ogni gesto,

pioggia o sole non si fermano,

per loro non c e mai posto e, e

passano, passano gli zingari, passano gli zingari e cantano;

cantano, cantano gli zingari, nessuno sa perché, ma cantano.

 

Vengono da terre misteriose

dove nasce e finisce l’Europa,

cercano il destino nelle stelle,

la loro casa è la strada. Non li senti che

cantano, cantano gli zingari cantano gli zingari e danzano;

danzano, danzano gli zingari, nessuno sa perché, ma danzano.

 

Guardali, attorno a quei falò

sembrano ancora più lontani,

diversi come sono da questa civiltà

e cosi disperatamente umani, non li senti che

danzano, danzano gli zingari danzano gli zingari e passano;

passano, passano gli zingari passano gli zingari, svaniscono.

Pazza

Pazza (Lino Rufo)

 

Io lo so che mi hai dato tutto, tutto quello che ho;

e tu lo sai che ti ho dato tutto, tutto quello che hai,

no non ci sono trucchi

siamo fatti proprio così

e forse è questo che mi fa male

che siamo come vorrei,

dai, mettiti tranquilla è tempo di cambiare un po’

non ti conviene aspettare ancora, comincia subito.

Io non sono quello che pensi, né quello che puoi vedere,

sono l’opposto di quel che credi o che ti fa piacere:

tu sei pazza, sei proprio pazza a restare con me.

 

E non mi piace vivere di ricordi, ma solo di presente:

perciò ti prego lascia i miei pensieri, esci dalla mia mente.

E’ perché non ci riesco a vivere senza te,

che neanche cerco alcun pretesto per andarmene,

io che ho mosso mari e monti per stare insieme a te

non sono quello dei racconti dell’abitudine:

e non te ne frega niente di essere un’incosciente

che in mezzo a tanta gente ha scelto proprio me:

tu sei pazza, sei proprio pazza a restare con me.

Si parla si parla

Si parla si parla (Lino Rufo)

Si parla si parla e non si approda a niente,
quello che diciamo è sempre inesistente,
in fondo siamo solo esseri umani,
non ci programmiamo come fanno i marziani,
si parla di tutto e non si parla di niente,
però si parla sempre.

Si parla per cielo e si parla per terra,
nelle case si dice “forse scoppia la guerra!”;
si parla di cosa è scritto sui giornali
oppure si parla di problemi reali;
si parla di tutto e non si parla di niente,
però si parla sempre.

Un giorno si parla seduti in cucina,
magari annusando della varecchina,
poi finisci sul letto e fai anche l’amore,
e ditemi se non è il momento migliore;
si parla di tutto e non si parla di niente niente,
però si parla sempre.

Si parla si parla di troppe cose,
ci vuole un computer come cervello,
si parla e non c’è tempo per pensare,
anche se il discorso è solo un fatto banale;
si parla di tutto e non si parla di niente,
però si parla sempre.

Se parli di tutto non concludi niente,
non hai tutti i torti se conosci il tempo,
ma ascolta fratello non lasciarti fregare,
prima che siano gli altri comincia a parlare:
si parla di tutto e non si parla di niente,
però tu parla sempre…

Fuggo

Fuggo (Lino Rufo)

8 e 30 del mattino e il rumore del mare vicino
c’è il ventilatore che fa rumore e mi ricorda che sono vivo,
ma nessuno sa quello che provo dentro,
nessuno sa perché sto fuggendo,
neanche io so dove voglio arrivare,
ma sento che devo andare ancora;
fuggo di giorno e di notte
con il corpo e la mente fuggo,
volo oltre ogni barriera
al di là dei confini della scogliera
e quanto costa nascondersi nessuno sa,
quanto sarebbe bello invece godersi la libertà,
ma nessuno sa cosa nasconde il mare,
nessuno sa cos’è che fa battere il cuore,
nessuno sa restare senza respiro
per non sentirsi prigioniero.

Un giornale sul divano, no, non è poi così strano,
c’è il ventilatore acceso ed io mi sono disteso
e nessuno sa che cerco di dimenticare,
nessuno sa e non posso neanche parlare
ed è per questo che mi lascio andare
che cerco di non pensare a niente

Ecco l’Uomo

Ecco l’uomo (L. Rufo)

 

Ho visto un uomo con le mani in tasca

e i piedi nudi per non dimenticare

che se nel cuore tira burrasca

sembra di vivere col mal di mare,

ce la metteva tutta, ma non sapeva amare.

Qualcuno dice che ascoltava il bosco

con la sua pace e tutto quel silenzio,

soltanto il cuore a scandire il tempo

che se ne vola senza resistenza:

sembrava l’uomo della provvidenza.

Quante stazioni sul calendario

nel suo diario tanta emozione,

tutte le volte che immaginava

di aver sbagliato direzione

e poi fuggiva cavalcando il vento,

il vento dei suoi sogni di ragazzo,

non l’ho mai visto così contento,

nemmeno quando abbiamo rotto il ghiaccio.

Ho visto un uomo imprigionare il cielo

dentro ai suoi occhi verdi come il mare

e tanta voglia di parlare

a chiunque avesse il cuore affranto:

ho visto l’uomo della porta accanto.

Muove le foglie del suo cuscino,

mentre si fissa ad immaginare

che il mondo viva sopra un fuoco spento

da tutta l’acqua che ha versato il mare:

ho visto un uomo che sta per affogare.

Scrive canzoni come grattacieli,

mattone su mattone

ed impazzisce quando lo tieni

stretto nel collo di un’emozione;

però non fugge cavalcando il vento

perché ha capito che cos’è l’amore:

ora sorride perché è contento

che sulla terra risplenda il sole.

Il solito blues

Il solito blues (L. Rufo)

Quando ti senti giù e non sai che fare
prova a tirarti su con un po’ d’amore
e se non trovi niente, non disperare,
sta in mezzo alla gente e continua a cercare:

cercare cercare l’amore
fa bene alla pelle e anche al cuore,
cercare l’amore per sempre
è l’unico rimedio per la mente.

E cerchi l’amore, “ma chi te lo dà?”
sulle strade bagnate di questa città,
e ormai non hai tempo nemmeno per un caffè,
tornerai a casa stanco che saranno almeno le tre
e allora, allora

sognare sognare l’amore,
fa bene alla pelle e anche al cuore,
sognare l’amore per sempre
è l’unico rimedio per la mente.

È questa la vita che, no, non cambia mai
con i piedi nel fango dei tuoi soliti guai.
Sei sempre più stanco, non ce la fai più,
ti ripeti davanti alla solita birra
qui da Mr. Magoo e allora

cercare cercare l’amore
fa bene alla pelle e anche al cuore,
cercare l’amore per sempre
è l’unico rimedio per la mente.

Alma Gitana

Alma Gitana (Rufo – Baldazzi – Troiani)

 

Ti chiamerò Speranza

perché sei nel mio cuore,

lontana da ogni tempo,

al riparo dal sole,

ed hai le ali aperte

per non cadere.

Leggera come il vento

che i petali di un fiore

trascina via e non sai

dove andranno a cadere

potrei sbagliarmi forse

ma sei luce.

Sei come la tempesta

padrona delle cose

sconvolgi la mia vita

senza tante scuse

ma il tuo sudore è miele

e sa di rose.

Ed io che sono zingaro

e la mia casa è il mondo,

con te mi sento accendere.

Anche se tocco il fondo

con uno slancio posso

risalire.

E sento che i miei sogni,

sono una mongolfiera,

prendono il vento

e vanno all’avventura.

Il nostro incontro salda

il cerchio della vita

e questo gioco

cambia la partita.

Io cuore di zingaro

Tu due volte angelo

Noi due corpi e un’anima

Grandi ali aperte verso il cielo

In volo oltre ogni desiderio.

All’improvviso la felicità

All’improvviso la felicità (L. Rufo)

Ma che bufera stasera nel cielo e nel mare,
sta scattando qualcosa in me
e che pazzia che strana euforia
negli occhi e nel cuore che balza su e giù.
Mi piacerebbe dormire o soltanto scoprire
che tutto era un sogno e non realtà,
ma se mi sveglio davvero io son prigioniero
di qualcosa che neanche so.

Sono momenti della vita che vanno e vengono per tutti noi,
se un giorno non ti gira bene aspetta un attimo e vedrai,
sono costanti nei pensieri, nei gesti e in ogni banalità,
ma è anche vero tutto il contrario, all’improvviso la felicità.

Ma quante strade bisogna seguire per non impazzire di monotonia
e quanti orpelli nei nostri capelli per non ammazzare la fantasia.
Mi sento spesso diverso da questo o da quello
che incontro per strada ogni giorno,
ma puntualmente mi trovo normale
più di ogni animale che mi gira intorno.

Sono momenti della vita che vanno e vengono per tutti noi,
se un giorno non ti gira bene aspetta un attimo e vedrai…

E quante volte siamo incatenati come tanti soldati
ad un piccolo ramo,
poi, dopo, quando cadiamo per terra,
facciamo la guerra a chi non dovevamo.
E andiamo avanti costruendo bugie,
alimentando manie nella nostra mente,
ci lamentiamo che il mondo lo amiamo,
ma a lui, di noi, non gliene frega niente.

Sono momenti della vita che vanno e vengono per tutti noi,
se un giorno non ti gira bene aspetta un attimo e vedrai…

La Radio

La radio (L. Rufo)

Quanto tempo è passato non ricordo bene,

si sono spezzate più di mille catene

e forse un giorno ti ritroverò

in una radio.

Perché in te facevo concerti d’amore

scritti nell’anima e letti col cuore

e forse un giorno ti ritroverò

in una radio.

Annunci e canzoni, microfoni spenti,

ti senti felice solo in questi momenti,

un ospite ancora poi la pubblicità

mentre il tempo se ne va.

Perché in te facevo concerti d’amore

scritti nell’anima e letti col cuore

e forse un giorno ti raggiungerò

in una radio.

Lo so che hai bisogno di comunicare

con tutta la gente che ti vuole ascoltare

ed io come quelli telefonerò

alla tua radio.

E in te faccio sempre concerti d’amore

ce li ho dentro all’anima e li leggo col cuore

e forse un giorno ti ritroverò

in una radio.