Ecco l’Uomo

Giugno 29, 2016
Lino Rufo

Ecco l’uomo (L. Rufo)

 

Ho visto un uomo con le mani in tasca

e i piedi nudi per non dimenticare

che se nel cuore tira burrasca

sembra di vivere col mal di mare,

ce la metteva tutta, ma non sapeva amare.

Qualcuno dice che ascoltava il bosco

con la sua pace e tutto quel silenzio,

soltanto il cuore a scandire il tempo

che se ne vola senza resistenza:

sembrava l’uomo della provvidenza.

Quante stazioni sul calendario

nel suo diario tanta emozione,

tutte le volte che immaginava

di aver sbagliato direzione

e poi fuggiva cavalcando il vento,

il vento dei suoi sogni di ragazzo,

non l’ho mai visto così contento,

nemmeno quando abbiamo rotto il ghiaccio.

Ho visto un uomo imprigionare il cielo

dentro ai suoi occhi verdi come il mare

e tanta voglia di parlare

a chiunque avesse il cuore affranto:

ho visto l’uomo della porta accanto.

Muove le foglie del suo cuscino,

mentre si fissa ad immaginare

che il mondo viva sopra un fuoco spento

da tutta l’acqua che ha versato il mare:

ho visto un uomo che sta per affogare.

Scrive canzoni come grattacieli,

mattone su mattone

ed impazzisce quando lo tieni

stretto nel collo di un’emozione;

però non fugge cavalcando il vento

perché ha capito che cos’è l’amore:

ora sorride perché è contento

che sulla terra risplenda il sole.

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