Benvenuto 2017

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Anno bisesto, anno funesto…

Ci lasciamo alle spalle un anno che ha mietuto molte vittime, soprattutto nel campo dello spettacolo, ma anche nell’economia, politica, cultura… in ogni campo dello scibile umano.

L’impoverimento dell’impegno intellettuale ha portato alla recrudescenza del disimpegno culturale tipico degli anni ’60, periodo in cui non dovevi pensare, non dovevi risolvere i problemi del mondo, ma soltanto divertirti scriteriatamente e, inconsapevolmente, rendere la tua vita un mero contenitore di organi.

Nella musica ha imperversato più che mai la regola del prendere da altri e assumere paternità di opere all’insegna del plagio più becero e scellerato, secondo i principi del “se già suona all’orecchio è quasi un successo”

Le cover band (più sei uguale più vali), le soubrette (se appari bene anche il mediocre diventa super), i talent (se all’inizio ho qualcosa da dire dopo dico il qualcosa di qualcun altro), le canzoni (quella scritta peggio negli anni ’70 è migliore della scritta meglio oggi), la pittura (se non c’è l’immagine m’invento una buona scusa e il concept mi para il culo), il cinema (il panettone va bene anche d’estate perché piace alla gente), le piazze (Gigione con CD, la cover band di Renzo Arbore con CD, la cover band di… con CD), i concerti (ci vado solo se non pago), il teatro… il cabaret… la moda… i motori… ma soprattutto la politica, e non dico altro, vi lascio immaginare!!!

In poche parole EVASIONE, ma da chi, da che cosa?

Solo da se stessi, come se il mondo lo debba vivere qualcun altro che non sia Io e la scelleratezza “che gira intorno” mi faccia illudere di essere migliore solo perché non partecipo… ma anche questa ignavia mi rende complice, anzi addirittura responsabile perché se agisco posso pure sbagliare, ma se sono un consapevole non intromittente mi rendo vigliacco e colpevole più dei diretti autori del misfatto…

In un mondo dove l’economia è alla frutta, le aziende chiudono, le persone al limite della pensione hanno un lavoro precario, gli anziani vissuti nella dignità di una vita sono costrette da una pensione indegna a cercare cibo tra i rifiuti, i politici che quando tutto è in rovina “fuggono con la cassa e le galline” e si aumentano la retribuzione laddove il vicino di casa non riesce a pagare neanche le tasse, dove Io Io Io (e gli orientali lo definiscono il raglio dell’asino), dove tutto è mio è mio è mio… dove si pugnala il fratello per il potere del DIO denaro…

 

Benvenuto 2017,

porta un po’ di luce in questa oscurità intensa,

brucia il superfluo, il ridondante e il rapace,

dona l’essenziale, a rigenerare il corpo e la mente.

Fa’ ardere il fuoco per creare un mondo migliore

dove uno sguardo trasparente attraversi il futuro,

abbattendo quel muro che separa le nostre anime dal cielo…

 

 

Pensieroso per il Nuovo Album

 

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Nuovo album. I pezzi li stiamo scegliendo fra una ventina di brani nuovi. Ci sarà solo una cover di Robert Johnson, “Last fear deal goin’ down”. La preproduzione è già iniziata in agosto presso lo studio di Corrado Taglialatela in Afragola, Napoli. Abbiamo anche una mezza idea di quale sarà lo studio di ripresa: o il Revolver a Guidonia o il Tube Recording a Fara Sabina, entrambi dotati di banco SSL.

La formazione: Io, Yuki Rufo, Gianpaolo Scatozza, Stefano Nunzi; sicuramente Carlo Conti e Giuseppe Ricciardo ai fiati; a piano e hammond speriamo di avere, visti i molteplici impegni, Emiliano Pari.

Spero di presentarlo nel prossimo anno presso il teatro Arciliuto di Roma.

Intanto ho avuto un incidente al dito indice della mano sx e non posso suonare la chitarra: i lavori riprenderanno a guarigione avvenuta.

 

L’intervista

Lo spettacolo di Francesco Pannofino in cui viene intervistato da Alfredo Saitto e accompagnato nelle canzoni dalle chitarre di Yuki e Lino Rufo, sabato a Tuscolo, ore 18 e 30 presso la zona archeologica tra Frascati e Monteporzio.

Nuovo Album

linorufo_logoDal 25 luglio, Lino Rufo, Yuki Rufo, Jorma Gasperi, Gianpaolo Scatozza e Stefano Nunzi saranno in uno Studio di Napoli per iniziare i lavori del nuovo album di canzoni. L’ingegnere del suono che si occuperà dell’opera è Corrado Taglialatela, lo storico fonico di James Brown. Tanti ospiti e musicisti amici che presteranno il loro suono all’allegra combriccola.

Oh Saciko!

Oh Saciko! (Lino Rufo)

 

la tua vita è ancora tanto breve,

lunga come la caduta della neve,

nei tuoi occhi insieme ai raggi del sole c’è per tutti tanto amore.

oh saciko crescerai e il tuo mondo cambierà con te,

oh saciko ti accorgerai che ogni cosa è molto difficile…

Come il vento di settembre

Come il vento di settembre (Lino Rufo)

 

Ti aspetterò stanotte come sempre

sognante come il vento di settembre.

E potrò guardarti mentre ti si scioglie il sorriso

per un piccolo istante sul viso.

Nelle mani c’è il mondo e il fantasma di un sogno

e poi mille tormenti che ci tirano a fondo;

nelle mani è il ricordo dell’amore perduto da sempre, per sempre.

Ti aspetterò fin quando non farà mattino,

come potrei dormire senza averti vicino!

E scoprire nella rabbia di ieri il seme della speranza

Scoprire in fondo ai miei pensieri

che non mi sento ancora sconfitto abbastanza

Nelle mani che toccano sensazioni lontane

come onde di mare che sfiorano il cuore

c’è il bruciore del sale che ha guarito il mio amore e c’è il sole…

Dedicato a te

Dedicato a te (Lino Rufo)

 

Vorrei incontrarti quando ti svegli al mattino,

col sonno negli occhi e le rughe come quelle di un bambino.

Toccarti i capelli come non ho fatto mai,

lasciare tutto da parte per dedicarmi a te.

Ma non ho tempo, la vita va,

aspetto sempre un treno che da qui non passa mai.

Io non ho tempo forse perché cerco qualcosa che non c’è,

io non ho tempo, e non so perché, ma questa vita la dedico a te.

 

Vorrei accarezzare il tuo corpo senza farti male,

tenendo il fiato per non respirare.

E sotto quel trucco vorrei scoprire se hai

qualcosa di completamente diverso che non ho visto mai.

Ma non ho tempo, la vita va,

aspetto sempre un treno che da qui non passa mai.

Io non ho tempo forse perché cerco qualcosa che non c’è,

io non ho tempo, e non so perché, ma questa vita la dedico a te.

 

Ma non ho tempo, la vita va,

aspetto sempre un treno che da qui non passa mai.

Io non ho tempo forse perché cerco qualcosa che non c’è,

io non ho tempo, e non so perché, ma questa vita la dedico a te.

 

A volte mi domando

A volte mi domando (Lino Rufo)

 

A volte mi domando come si fa
a prendersela tanto se qualcosa non va
ad essere diversi in questo mondo già si sa
c’è un prezzo da pagare a cui non si sfuggirà.

A volte mi domando se vale la pena
di stringere i pugni e tirare avanti per una vita intera
e non concludere mai niente
perché c’è sempre qualcuno, si c’è,
che si appoggia alle tue spalle e non capisci perché.

E invece no, dubbio non c’è,
voglio dividere i miei sogni solo con te…

A volte mi domando come si fa
a vivere come un sogno in questa realtà
e poi ti volti indietro e non ti accorgi che
il mondo è andato avanti più veloce di te e anche senza te…

Una valigia blues

Una valigia blues (L. Rufo)

 

Oggi mi sento bene,

non ne potevo più

tutta la notte e il giorno sai

davanti alla tivù;

 

cammino sotto il sole,

respirando questo cielo blu

e non ci sono parole sai

che possano tirarmi giù, perché

 

sto bene anche senza te

sto bene e non capisco perché,

 

in fondo sei partita

sul primo treno per il sud

senza neanche un saluto

soltanto una valigia blues…