Prime avvisaglie del nuovo album
Passaggio al TG3 del 29 novembre 2024
TG3 28 novembre 2024
Passaggio al TG3 del 29 novembre 2024
TG3 28 novembre 2024
Un mondo migliore (Lino Rufo)
Tutto quello che vuoi
è un segreto dell’anima,
guarda vivi e comprendimi,
mi farai respirare;
vivimi vivimi vivimi
finché il tempo ci basta
ed il mondo ci guarda
mentre ci rispettiamo.
Coglimi sempre in quell’attimo
che io non guardo nel cuore,
sotto una coltre di polvere,
ma in un mondo migliore,
un mondo d’amore.
Tante nuvole in cielo,
vanno verso il sentiero
tra le valli della luna
esprimi un desiderio;
vivimi vivimi vivimi
mentre illumini intorno,
canta la notte e le rose
che non vedono il giorno:
Coglimi sempre in quell’attimo
che io non guardo nel cuore,
sotto una coltre di polvere,
ma in un mondo migliore,
un mondo d’amore.
Non resterò mai nell’ombra
che dà un senso di pace,
protegge l’anima e il cuore
in un giorno di sole;
e posso crederci ancora
in ogni singolo attimo,
ci voglio essere anch’io
accanto a te “figlio mio”.
Coglimi sempre in quell’attimo
che io non guardo nel cuore,
sotto una coltre di polvere,
ma in un mondo migliore,
un mondo d’amore.
Vorrei sapere (Baldazzi – Rufo)
Vorrei sapere se la notte ti fa sempre paura,
vorrei sapere se domani sarai con lui o da sola,
vorrei sapere se possiamo farci sopra un pensiero,
vorrei sapere se il tuo corpo ci riserva un mistero.
E se l’amore in te ride o sorride,
se hai vissuto veramente due vite,
e come chiami le esperienze che fai,
vorrei sapere veramente cosa cerchi e chi sei.
Vorrei sapere dove passi le tue ore più lunghe,
vorrei sapere i tuoi pensieri, i ritorni e le fughe,
vorrei sapere cosa brucia nel tuo petto d’amante,
vorrei sapere cosa accade nel tuo corpo distante.
E immaginare dietro all’ironia,
cancellarti per averti più mia,
e ritrovare vibrazioni tra noi,
vorrei sapere come allora cosa cerchi e chi sei…
Vorrei sapere se sei fatta di materia passiva,
vorrei sapere se maturi come i grappoli d’uva,
vorrei sapere con certezza quello che preferisci,
vorrei sapere perché taci la violenza che vivi.
Vorrei sapere i meccanismi dei tuoi sogni notturni,
indovinare nel velluto dei giorni,
e come vivi le esperienze che fai,
vorrei sapere cosa cerchi per sapere chi sei,
vorrei sapere cosa cerchi per sapere chi sei,
vorrei sapere cosa cerchi per sapere chi sei.
IL LUPO (Lino Rufo)
Il lupo, animale fiero e nobile, dopo tanto tanto tempo trascorso in solitudine, decise di scendere a valle per verificare se le sorti degli umani fossero mutate.
Percorrendo il declivio che conduceva al centro abitato, rifletteva sul motivo per cui avesse scelto di vivere lontano dalle persone: forse perché queste, ormai, esprimevano parole vuote e ingannevoli, tese soltanto al proprio profitto, in un mondo privo di valori?
Arrivato in paese entrò in una taverna rumorosa e piena di confusione. L’ambiente era saturo di fumo, maleodoranti esalazioni alcoliche e urla. In fondo alla sala, una cantante blues si affannava per ottenere un po’ d’attenzione.
Il lupo chiese all’oste qualcosa da bere, ancora inconsapevole di ciò che prendeva forma a lato dei suoi occhi: persone allegre, spavalde, alticce, silenziose e tristi, tutte con lo stesso desiderio di fuga negli occhi, impotenti a capire il senso della vita, ognuna con la propria guerra nel cuore.
Iniziò a porsi delle domande, concludendo che l’essere umano è dominato da troppi mondi contrastanti, dove l’oscurità non si distingue dalla luce.
Intorno a lui solo un traboccante vuoto.
Decise, quindi, di fare ritorno alla sua montagna.
Giunto nel luogo da cui era partito, si fermò ad abbeverarsi a una sorgente e sorrise a un mondo migliore: in lui, un’improvvisa felicità!”
Il cuore di Bessie Smith (Lino Rufo)
Vorrei avere il cuore grande come Bessie Smith,
viaggiare sopra un treno dal Volturno a New Orleans
e dopo fare il pieno in un teatro a Bourbon street,
vorrei avere il cuore grande come Bessie Smith.
Vorrei suonare il blues fra la gente di colore,
dove la musica si muove dalla testa al cuore
ed ogni nota è un mix di lacrime e sudore,
vorrei suonare il blues fra la gente di colore.
Vorrei avere il cuore grande come Bessie Smith,
per vivere la vita come se fosse un film,
su palcoscenici carichi di swing,
vorrei avere il cuore grande come Bessie Smith.
Amori di nascosto, ettolitri di gin,
cambiare sempre posto ai miei furtivi chik to chik
con una sconosciuta che ho incontrato lì,
amori di nascosto, ettolitri di gin.
Vorrei avere il cuore grande come Bessie Smith
per vivere la vita come se fosse un film,
però mi sveglio a Roma dove è sempre lunedì,
vorrei avere il cuore grande come Bessie Smith.
Lo spettacolo di Francesco Pannofino in cui viene intervistato da Alfredo Saitto e accompagnato nelle canzoni dalle chitarre di Yuki e Lino Rufo, sabato a Tuscolo, ore 18 e 30 presso la zona archeologica tra Frascati e Monteporzio.
Fuori dal corpo (L. Rufo)
Sono uscito dal mio corpo perché non ne potevo proprio più di sentirmi chiuso in questo guscio, sono uscito finalmente dal mio corpo che mi opprimeva giorno e notte chi lo sa perché;
è bastato che trovassi la porta e uscissi dignitosamente ed era fatta senza avere noie, lui non ha pianto né ha gridato istericamente, mi ha detto solo “segui la tua strada senza aspettare”.
Ora sono qui e vago in una nebbia di colori e non c’è più notte, solo luce viva…
Le stelle sono tante ed ognuno ha la sua stella che può assumere diverse colorazioni, dipende dal bagaglio di esperienze che fai, dipende dal bagaglio di emozioni;
uscite tutti da questo corpo che sembra una prigione, che ostacola il cammino verso un’altra identità, io ci ho provato senza dubbio o indecisione e vi assicuro che riuscirci è di un’estrema facilità;
ricami alle pareti dal colore molto strano e non c’è più notte, solo luce viva…
È bello uscire dal proprio corpo che ti dà impaccio di movimenti tra i pensieri, vattene al più presto da questa casa troppo grigia, troverai ciò che cerchi senza capire;
cammini tra la gente senza farti vedere e conosci le tue varie dimensioni e non esistono problemi di scelta, ogni sorpresa viene senza precise indicazioni;
ricami alle pareti dal colore molto strano e non c’è più notte, solo luce viva…
Amore in manicomio (G. Baldazzi – A. Occhiello)
Ho visto i migliori marinai
naufragare nei mari dell’est
e cieli puliti
pieni di squali affamati
dietro navi che portano il tè.
Ho visto ragazze dagli occhi di luna
sulle strade a cercare fortuna.
Ho visto poeti gettare le rime
lungo il muro dietro il confine
… E sono qua.
Ho visto soldati scendere dalla cometa
eleganti sicuri di sé.
Ho visto la notte
arrampicarsi sui muri
delle case di birra e caffè.
Ho visto la nebbia salire dal fiume
e la sabbia cancellare le dune.
Ho visto i giganti massacrarsi di sogni
e ragazzi ubriacarsi di pugni.
E quanto ho camminato prima di arrivare qua.
E quanto ho camminato fuori dalla realtà…