Il disco abbraccia tutto il percorso della vita di un uomo, dannazione e redenzione
attraverso gli occhi puri di un lupo. Avviene quasi una traslazione vera e propria tra la
vita del nobile animale e l’uomo. Il cammino si svolge in modo naturale: l’inizio (il lupo
che scende a valle), l’esperienza (l’interazione con la quotidianità dell’essere umano fra
tormenti riflessioni e gioia) e la fine (il ritorno alla montagna). Il conceptdell’ opera è
contenuto nella tredicesima traccia del disco, dove Francesco Pannofino legge
l’intera storia, in un monologo intitolato “Il lupo”.Il senso di tutto si declina nel concetto di “più
buia è la notte, più vicina è l’alba”, contenuto nella dodicesima canzone “All’improvviso
la felicità”.In un’altra prospettiva, questo disco può essere anche inteso come la
metafora della carriera di un artista, attraverso le varie fasi del suo percorso creativo,
dal tormento iniziale alla quiete dopo la tempesta.
Settimo album della carriera da solista, con una band base di sette musicisti:
Alberto Lombardi e Yuki Rufo chitarre,
Simone “Federicuccio” Talone Percussioni,
Marco Rovinelli Batteria,
Primiano Di Biase Fisarmonica,
Emiliano Pari Piano Rodhes Wurlitzere Hammond,
Pierpaolo Ranieri Basso,
Mario Gentili Viola e Violino,
Giuseppe Tortora Violoncello,
Marco Rò Melissa Camponeschi e Conor MacLain Cori,
Francesco Pannofino Voce narrante.
Arrangiamenti e produzione di studio Yuki Rufo,
Riprese audio Corrado Taglialatela, Missaggi Stefano Quarta,
Mastering Carmine Simeone
presso Forward Studios, Grottaferrata.